martedì 31 gennaio 2017

Le parole sono anche carezze di cuore

I PENSIERI DEL DON - 31.01.

Sono trasparenti, le senti, ma non le vedi, eppure volteggiano nell'aria. Solo in alcuni giorni dell'anno, per magia, le parole le vedi davvero: mentre parli eccole uscire a vapore con il fiato contro il freddo.
Certo, le parole sono sempre calde, e soprattutto nelle stagioni intirizzite della tua vita scopri che ti riscaldano, perché le parole sono anche carezze di cuore.

lunedì 30 gennaio 2017

La bottega più bella è dentro ognuno di noi

I PENSIERI DEL DON - 30.01.

Tra mescolanza di colori e sapori, tra luci e suoni, su entrambi i lati di un variopinto, stretto, vicolo del centro storico si affacciano le vetrine di civettuose botteghe.
Impugnando la maniglia, il tintinnio del campanello della porta, richiama l'attenzione di chi, visitatore, varca la soglia di un mondo non suo. Un tuffo nella magia di cose messe in ordine secondo i gusti del bottegaio, oggetti che potrebbero essere acquistati da chiunque con un pizzico di monete, strappati per sempre a quel mondo di affetti e di spazi condivisi.
Ma questo forzato distacco, per la sola legge del vendo-compro, ha ancora un senso, ne vale poi la pena?
La danza degli occhi, il saliscendi del naso, su e giù per le mensole di quegli scaffali, tra spazi artistici di un altro mondo, tutto è accenno di novità, particolari che rubano per brevi istanti l’attenzione del possibile compratore, il suo estasiato compiacimento e, di oggetto in oggetto, un’accesa e incontrollata voglia di toccare, di impugnare, di esaminare ora questo ora quello. Ma in questa, come in tutte le botteghe del mondo, è “vietato toccare”!
Toccare no, acquistare sì, questa è la legge del bottegaio. Come arte del bottegaio è ridurre a pacchetto regalo ogni articolo, ogni pezzetto di quella magia d’emozioni e di futuri ricordi che ciascuno vuole portarsi a casa; singole originalità artistiche, quegli oggetti, avvolte tutte in una ruvida carta da zucchero, uguale per ciascuno, perché tutto sia reso noiosamente uguale.
È illusione di tutti i viaggiatori portarsi a casa da paesi e da mondi lontani oggetti di ricordo, pezzi artistici di momenti magici vissuti altrove rispetto alle pareti della propria casa. Illusione poi è pensare che, per quanto calda, accogliente, piena di intimità, la propria casa possa mantenere viva nel tempo un’esperienza precedente, indossata in realtà e luoghi che non ci appartengono più. Un oggetto di ricordo ci fa, appunto, ricordare qualcosa che è stato altrove, ma mai rivivere nuovamente qui un’esperienza fissata sulle pareti della nostra memoria. Il ricordo di un oggetto è legato al dove lo abbiamo acquistato e questo ci dice che casa sua è là, in quella bottega, e non a casa nostra. Lo abbiamo preso solo in affitto, per un pizzico di monete, per legare ad esso ricordi e emozioni, caldi di cuore, e al tempo stesso importanti, perché ci spiegano la nostra incapacità di possedere per sempre un’esperienza fatta altrove.

Un lungo giro di pensieri e di parole fin qui, per dire che la bottega più bella è dentro ognuno di noi, con mensole e spazi ben fissati alle pareti del nostro mondo interiore, con visitatori in entrata e in uscita, con in esposizione i manufatti della nostra creatività, della nostra storia di artefici della nostra felicità. La bottega dentro di noi è il racconto delle nostre mani di persone che hanno imparato a narrare la storia di tutta l’umanità. Uno sguardo artistico di senso sull’invisibile nascosto dentro la bellezza di tutto ciò che esiste lungo la via di qualsiasi centro storico, oggi ricordo di botteghe lontane, eppure sempre vicine e dentro di noi.

domenica 29 gennaio 2017

Artisti si diventa, artefici si nasce

I PENSIERI DEL DON - 29.01.

Ah, sì, sì, di artisti è pieno il mondo: poeti e scrittori, musicisti e cantanti, pittori e scultori, giullari e attori; tutti figli del loro tempo, tutti narratori del vissuto di questa o di quella generazione; artisti per un giorno o per un arco di tempo più lungo.
Di artefici, invece, ce ne sono in circolazione davvero pochi. Essi vivono in un quotidiano stato di fuga, non solo da se stessi o da una piega precisa della loro vita, ma da tutti quei posti di blocco del passato e del presente, da ogni tipo di recinto culturale, da ogni vicolo obbligato tra muri di conservatorismo, omologazione e ipocrisia.
Artefice è colui che dà vita, respiro, esplosione ed espansione, storia infinita, a qualcosa di stupefacente, dentro il quale ha soffiato attraverso la o delle sue labbra tangibilmente il talento del suo esistere.
Si tratta, quella dell'artecife, non tanto dell'arte di interpretare il già esistente, quanto di una vera e propria impresa, notevole per mole e per impegno, di creatore, di realizzatore, di abilissimo inventore e di esperto macchinatore del nuovo.
Forzando i bordi dello scontato, spellandosi mani e piedi, per aprire un varco e un passaggio completamente nuovi, l'artefice supera alla grande l'orgoglio narcisita dell'artista e si riveste dell'umiltà dell'artefice.
Del resto, artisti si diventa con studio e dedizione, artefici si nasce per puro dono del Cielo!

venerdì 27 gennaio 2017

Viaggiatori di sfortuna alla ricerca della luce della vita

I PENSIERI DEL DON - 27.01.
Profughi, li chiamiamo così tutti coloro che improvvisamente e senza invito giungono alle porte della nostra civiltà.
Un semplice nome, profugo, che il più delle volte dà inizio a un rosario di paure e di pregiudizi per apparenti diversità di colore e di sapere, per nulla facili da indossare, qui dove tutti vivono in modo più o meno uguale.
Eppure, siamo tutti viaggiatori di sfortuna, profughi per altri, profughi a noi stessi, in fuga da situazioni di vita che abbiamo smesso di amare e di abitare; e dalle quali siamo partiti un giorno, dentro un viaggio fatto a pelle, attraverso lande desolate di umanità ferita.
Profughi tutti, oltre qualsiasi umana oscurità, in cerca di un approdo alla luce della vita.

giovedì 26 gennaio 2017

Anche il corpo ha le sue generazioni

I PENSIERI DEL DON - 26.01.

Il corpo ha le sue stagioni, primavere, estati, autunni e inverni, dai colori diversi e dalle emozioni irripetibili. Ad ogni stagione un ricordo, ad ogni ricordo un frammento di vita, e gli uni e gli altri si sommano insieme nel numero degli anni, diventando generazioni di umanità dentro di noi.
Così il corpo, di stagione in stagione, contiene le generazioni che siamo stati, quella che siamo adesso e quelle che saremo nel prossimo futuro.

mercoledì 25 gennaio 2017

Abitiamo tutti una terra di transiti

I PENSIERI DEL DON - 25.01.

Abitiamo tutti una terra di transiti, luoghi di arrivi e di partenze, attraversando paesaggi e storie di vita.
Qualcuno si ferma un istante, qualcuno si ferma per sempre, credendo di avere trovato un ristoro sicuro in quel punto. Qualcuno continua il suo viaggio, se non più fuori, ancora dentro di sé, senza arrendersi, senza sosta, senza cercare lungo la via ostelli di fortuna, senza pace.
Ma il ristoro sicuro è nella mèta, non nel viaggio, perché lungo le vie del mondo siamo tutti stranieri, a noi stessi e agli altri, fintantoché non giungeremo all’altro capo della partenza, cioè al traguardo del nostro cammino, ovunque esso sia.

martedì 24 gennaio 2017

Tutto parte e arriva al cuore

I PENSIERI DEL DON - 24.01.

Tutti sbagliamo nella vita, o per eccesso o per difetto.
Soprattutto in amore, tutti sbagliamo dentro storie di amicizia, storie d’amore, storie anche di affetti disordinati, che possono conoscere il bello e, talvolta, il brutto di una relazione: carezze, sgarbi, gesti cortesi, offese, sogni, delusioni… perché tutto parte e arriva al cuore.
Tuttavia, in una relazione vera e sincera tra persone vere e sincere, più forte di qualsiasi male, di qualsiasi sgarbo, errore o torto subito è la forza dell’amore e del perdono.
È assurdo, ma è così, il male è il banco di prova della tenuta di un vero amore, di una stupenda storia di amicizia.
Se non si ama a parole o con emozioni passeggere, ma nella delicatezza e nella ruvidità del rapporto con l’altro, tutto si gioca allora nella concretezza di quel rapporto affettivo, nella logica del sapere perdonare, tu a me, io a te, voi a noi, noi a voi…
Se ieri era amore vero per l’altra persona, oggi lo stesso amore è capace di andare oltre, superare ogni ostacolo, ogni limite e difetto dell’altro, e tutto per amore.
Strano è l’amore, quello vero, perché è sempre capace di un di più, ma mai e poi mai di un di meno del cuore.