domenica 14 gennaio 2018

Se sei capace di farla parlare, non tace più

alla sera del giorno
14.01.2018

Pare cosa da poco ma, invece, non è proprio così. C’è una forza di parola dentro il mistero della vita, che appena appena le si lascia tempo e facoltà di esprimersi, un fiume di significati e di sensi, parole in entrata e in uscita, si mettono in movimento dentro e attorno a noi.
A volte è alle prese con l’imprevisto di un mare in tempesta, a volte con la brezza leggera di una sera di poesia; ma prima del giungere di una nuova notte la vita diventa un racconto di forze e di debolezze più che mai vere, le proprie, di cose chiare e di situazioni misteriose tutte ancora da dipanare.
Ma c’è una sapienza, Signore, non solo ricca di giorni, tutti contati e messi in ordine uno dopo l’altro, una sapienza che è riflesso della tua luce ora presente in ciascuno di noi. È essa a illuminare il senso di quello che abbiamo vissuto lungo la via del bene o nel male abbiamo sperimentato per sentieri di allucinante smarrimento.
Ma se la lasciamo parlare, la voce della sapienza ci parla di Te, Signore, e pazientemente riapre in noi nuovi orizzonti di coscienza, nuovi cammini di senso, un senso più chiaro del mistero grande del tuo amore per la loquacità del nostro esistere.
È vero, a sera tutto tace, ma alla fin fine ogni cosa ci parla di Te.

sabato 13 gennaio 2018

Consegnare ai bambini la bellezza dei giorni

alla sera del giorno
13.01.2018

Ancora capita di ascoltare le loro voci nel vento, quando sotto il nostro cielo li sentiamo rincorrere il sorriso della loro libertà. Nei loro volteggi e nei loro salti di allegra compagnia entrano in gioco non solo i nostri cuori e le nostre anime, ma quel qualcosa di noi che solo loro sanno accarezzare: i nostri sogni, la terra su cui camminano i loro piedini.
I bambini sono così, rispetto a noi con un filo di energia sempre in più, una nota di positiva possibilità più dei nostri ultimi rimasugli di vigore, un salto ancora a fronte della nostra impaziente attesa della fine dei loro giochi.
Ci sciogliamo al loro abbraccio, o Signore, poiché sono loro i nostri cuori, il tempo di un dono che sentiamo essere l’arma con cui affrontare il futuro dei giorni.
E se alla sera chiudiamo i nostri occhi, stanchi delle ore del giorno e affaticati per gli infiniti istanti di sguardi preoccupati per loro, loro sono là, dentro i nostri pensieri avvolgenti, dentro ciò che noi immaginiamo oggi essere un domani la loro via e ciò che in loro rimarrà di noi, per sempre anche dopo di noi.
Nel tuo abbraccio, Signore, tu ci spieghi che i bambini non abitano le nostre cose, ma i nostri cuori, le nostre anime, perché per sempre saranno loro i nostri respiri, fino a quando la luce del nostro ultimo giorno non si colorerà del colore dei loro occhi.

venerdì 12 gennaio 2018

Tempi duri oggi per i romantici?

alla sera del giorno
12.01.2018

Forse sì, ma nulla d’impossibile!
Che sia più difficile rivelare alle altre persone i propri sentimenti, l’onda delle emozioni più intime che avvertiamo fluttuare in noi, beh sì, forse questo è più difficile rispetto al passato.
Di fronte agli occhi soppesanti degli altri, c’è oggi una specie di segreta paura, il timore di fare brutta figura, di vedersi non capiti, non accettati, quasi quasi derisi o considerati deboli e fragili di cuore. Siamo pur sempre romantici, ma dentro un viaggio aggrovigliato di sentieri di solitudine.
Eppure, non si vive che nella gioia di sentirsi avvolti dall’affetto degli altri, in modo del tutto possibile, dall’affetto di alcune persone in particolare. Che si tratti di padre, madre, fratello, sorella, figlio… tutti hanno uno spasmodico bisogno di un mentore del cuore, un educatore della propria arte di amare e di essere amati.
Senza nulla togliere a chi ci vuole bene, a chi ci ha accompagnato già per la via romantica del cuore, chi meglio di te, Signore, è l’educatore più illuminato dei nostri affetti. Nel saliscendi delle nostre emozioni e dei nostri sentimenti sei Tu il solo capace di indicarci quel filo rosso, il filo del cuore, per annodare alla parabola della nostra vita le persone che si avvincono a noi.
Siamo romantici, certo, perché abbiamo imparato da Te, Signore, alla scuola delle tue braccia la misura dell’amore e il calore avvolgente dei nostri cuori.

mercoledì 10 gennaio 2018

Illuminati con i sogni della notte

alla sera del giorno
10.01.2018

È questa la forza stupefacente di un sogno: illuminare la notte in cui ci lasciamo andare all’imprevisto di ore che possiamo tranquillamente attraversare ad occhi chiusi.
Si sogna solo quando si vede una possibilità di luce e di pace oltre il muro delle difficoltà e dello sconforto più buio.
Dentro i sogni ci sono miriadi di possibilità e di nuove energie vitali; una forza della vita che sa inoltrarsi per sentieri sconosciuti ma, pur sempre, aperti a tutto ciò che di bene e di bello si ha già il desiderio di abitare per lunghi giorni.
Condivisi, dentro cammini di amicizia e di fraternità umana, i sogni degli uni si illuminano della luce dei sogni degli altri, in un intreccio di fasci luminosi di storie personali e di reciproci affetti.
Se non tu, Signore, da chi possiamo sperare di vedere illuminati i nostri sogni? Là dove tu arrivi, là dove tu lasci il luccichio del tuo passaggio dentro di noi, proprio là troviamo la benedizione della tua luce, del tuo sostegno, del tuo amore. Nella nostra notte tu ci cerchi, Signore, con in mano la tua luce di fecondità ed ogni nostro sogno di vita si illumina di Te.

martedì 9 gennaio 2018

E dietro ci sei Tu

alla sera del giorno
09.01.2018

Sono due e si distinguono per la loro posizione: una più grande sopra, l’altra, in posizione inferiore, leggermente più piccola.
Al loro toccarsi, fuori resta il mondo, dentro inizia un viaggio negli infiniti volteggi dei propri pensieri. Non è il buio a fermare il loro abbraccio; neppure il respiro ancora rumoroso e ansimante del mondo fuori.
Il coraggio di due palpebre è quello di separare le dimensioni del vivere: interiorità da esteriorità, il dentro dal fuori, l’io a se stessi dall’io agli altri… Un coraggio invincibile, che è capace di schiudere ciascuno oltre il chiuso delle sue palpebre a dimensioni tutte personali di intimissimi respiri di pace. È la sera dei pensieri e delle vibrazioni del cuore.
Dietro le palpebre ci sono io e mi appari Tu, Signore, con il tuo lento incedere verso me. Avvolto dal calore della tua luce, nel tuo delicato sfiorare la pelle dei miei pensieri, delle mie emozioni e dei miei sentimenti, il mondo custodito dal velo delle mie palpebre s’illumina di Te; e la tua presenza in me diventa vibrazione di cuore.
Seguire il cuore non mi porta altro che al centro di me stesso, là dove c’è la delicatezza di un abbraccio, il mio, il tuo, dietro palpebre dolcemente schiuse, le mie, nell’Infinito di Te.

lunedì 8 gennaio 2018

La sapienza di Dio chiusa nel cuore della donna giusta

alla sera del giorno
08.01.2018

Mhm, quando si tocca la sfera del nostro maschile e del nostro femminile in relazione con la santità di Dio le cose si complicano non poco, i discorsi si fanno difficili, se non impossibili da pensare e da dire.
Eppure, non possiamo parlare del nostro modo di relazionarci con Dio senza partire dal nostro stesso modo di essere e di vivere nel mondo, senza avere prima una ragionevole consapevolezza del maschile e del femminile che coesistono in ciascuno.
Lo è stato anche per una giovane ragazza di Nazareth, quando nel suo rendersi disponibile e accogliente della santità di Dio, in lei la volontà divina si è rivestita dell’avventura della carne umana.
Non è forse così anche all’interno della qualità delle relazioni tra persone, storie reciproche aperte alla fecondità della bellezza di Dio? È lì, o Signore, che inserisci la tua sapienza; è lì che chiedi a ciascuno di volgere il suo sguardo e di contemplare come nel cuore della donna giusta sia possibile custodire ancora la fecondità della tua bellezza.
Contemplare il dono della vita, che nel chiuso benedetto di ogni donna inizia ad essere nel mondo, è invito alla contemplazione meravigliata di come i tuoi pensieri trovino in noi fecondità di eternità.

domenica 7 gennaio 2018

Nell’anima la luce

alla sera del giorno
07.01.2018

Non è vero che al tramonto del sole anche in noi il sole tramonti inevitabilmente e, così spegnendosi, ci consegni alle pieghe della notte.
C’è, invece, un meraviglioso mistero permanente di luce in noi, un filo all’orizzonte dei nostri pensieri e delle nostre emozioni di alba sempre nuova, un filo di luce che nel buio del mondo umano è sua gioia risplendere via via sempre di più.
La differenza della luce rispetto al dilagare delle ombre della sera sta proprio nella forza del nuovo che avanza in ogni angolo della nostra storia e che, malgrado le tante intemperia della vita, ora inizia qua, ora là, in luoghi inaspettati di vita nuova: e la luce diventa disegno.
È quando è sera che si iniziano a contare le luci delle stelle in cielo, le luci dell’eterno divenire dentro il cielo che è dentro ciascuno di noi. Non ci può fare paura la notte, l’assenza dell’umana luce, perché c’è una luce diversa nell’anima, dono di Colui che tutto avvolge nel manto del passato, del presente e del futuro di senso.
Alle porte della sera sei sempre tu, Signore, a passarci accanto, e con pazienza raddrizzare gli stoppini dei nostri lumi, ad accendere con la tua la nostra fiamma, a non lasciarci soli, anche se poi tu ci cammini un passo avanti, ma consegni alle nostre anime la luce per un nuovo cammino. Con te dentro il cuore la luce di un’alba nuova già ci abita l’anima.