lunedì 31 dicembre 2018

Benedici in Maria i nostri nuovi giorni di pace









Benedizione della tavola
Solennità di Maria
la Santissima Madre di Dio
Tempo di Natale
Anno C



Segno di croce
Nel nome del Padre...

domenica 30 dicembre 2018

Benedici il nostro fare famiglia











Benedizione della tavola
Festa della Santa Famiglia 
Tempo di Natale
Anno C



Segno di croce
Nel nome del Padre...

venerdì 28 dicembre 2018

Famiglia Tu, famiglia noi!

LECTIO GIOVANI 
Festa della Santa Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe
  Tempo di Natale
Anno C


SEGNO DI CROCE
Dopo il segno di croce, inizia questo momento di ascolto della voce del Signore, raccogliendoti un istante in silenzio. Come all'inizio della creazione Dio ruppe il velo del silenzio del mondo per fare scendere sulla terra come pioggia la sua voce, così nel silenzio del tuo cuore e della tua mente il Signore stesso semini in te la sua parola, perché la tua vita diventi feconda di ogni bene.


INVOCAZIONE ALLO SPIRITO SANTO

martedì 25 dicembre 2018

Benedici i tuoi colori in noi
























Benedizione della tavola
Natale del Signore
Anno C




Segno di croce
Nel nome del Padre...

domenica 23 dicembre 2018

Gesù, il Crocifisso, è il Cristo, il Risorto!

ieri CHIESA OGGI domani
alla riscoperta di Gesù, il Risorto,
vivo dentro la sua Chiesa

Milano, 16.12.2018

INCONTRO - 011
Lectio divina su At 2,29-36




LA SACRA PAGINA
At 2,29-36
[Nel giorno di Pentecoste, rivolgendosi alla folla, Pietro continuò a parlare, dicendo:] «29 Fratelli, devo parlarvi molto chiaramente riguardo al nostro patriarca Davide. Egli è morto e fu sepolto, e la sua tomba si trova ancor oggi in mezzo a noi. 30 Egli però era profeta, e sapeva bene quel che Dio gli aveva promesso con giuramento: “metterò sul tuo trono uno del tuo sangue”. 31 Davide dunque vide in anticipo ciò che doveva accadere, e queste sue parole si riferiscono alla risurrezione del Messia: Egli non è stato abbandonato nel mondo dei morti e il suo corpo non è andato in corruzione.
32 Questo Gesù, Dio lo ha fatto risorgere, e noi tutti ne siamo testimoni. 33 Egli è stato innalzato accanto a Dio e ha ricevuto dal Padre lo Spirito Santo che era stato promesso. Ora egli lo dona a noi come anche voi potete vedere e udire. 34 Davide infatti non è salito in cielo; eppure egli dice: Il Signore ha detto al mio Signore: siedi accanto a me 35 finché io porrò i tuoi nemici come sgabello dei tuoi piedi.
36 Tutto il popolo d'Israele deve dunque saperlo con certezza: questo Gesù che voi avete crocifisso, Dio lo ha fatto Signore e Messia».

lunedì 29 ottobre 2018

Il Signore opera in mezzo a noi

ieri CHIESA OGGI domani
alla riscoperta di Gesù, il Risorto,
vivo dentro la sua Chiesa

Milano, 28.10.2018

INCONTRO - 010
Lectio divina su At 2,22-28




LA SACRA PAGINA
At 2,22-28
[Nel giorno di Pentecoste, rivolgendosi alla folla, Pietro continuò a parlare, dicendo:] «22 Uomini d'Israele, ascoltate ciò che sto per dire. Gesù di Nàzareth era un uomo accreditato da Dio per voi con miracoli, con prodigi e con segni. È stato Dio stesso a compierli per mezzo di lui fra voi. E voi lo sapete bene!
23 Quest'uomo, secondo le decisioni e il piano prestabilito da Dio, è stato messo nelle vostre mani e voi, con la complicità di uomini malvagi, lo avete ucciso inchiodandolo a una croce.
24 Ma Dio l'ha fatto risorgere, liberandolo dal potere della morte. Era impossibile infatti che Gesù rimanesse schiavo della morte.
25 Un salmo di Davide infatti dice di lui:
Vedevo continuamente il Signore davanti a me:
egli mi sostiene perché io non abbia a cadere.
26 Per questo io sono pieno di gioia e canto la mia felicità.
Pur essendo mortale, vivrò nella speranza,
27 perché tu non mi abbandonerai nel mondo dei morti
e non permetterai che il tuo santo vada in corruzione.
28 Tu mi hai mostrato i sentieri che portano alla vita
e con la tua presenza mi riempirai di gioia».

venerdì 12 ottobre 2018

Unione nella e per la dispersione

alla sera del giorno
12.10.2019

È un titolo bizzarro, quanto bizzarra e originale è l’idea che sta alla base di un discorso del genere; eppure è un’intuizione singolarissima e intrigante da fare propria e da mettere in pratica alla prima occasione.
Fagocitiamo di tutto nella vita, un po’ per fame, un po’ perché siamo diventati bulimici di qualsiasi realtà che vogliamo fare nostra senza rispettare i tempi iniziali e graduali di una relazione. A una velocità impressionante, mangiamo, o meglio divoriamo idee, sentimenti, emozioni nostre ed altrui, tanto che siamo sempre protesi a ciò che tra qualche minuto diventerà nostra preda, dimenticandoci abbondantemente di quello che è stato e che abbiamo vissuto qualche ora prima, la mattina o la sera precedente. E come avviene nella patologia della bulimia – quando cioè tutto ciò che non viene correttamente ingerito e digerito rischia di essere rapidamente rigettato –, così, anche a livello di relazioni interpersonali, si passa da grandi abbuffate di persone, i primi a farne le spese sono gli amici, a veri e propri periodi di rifiuto, di digiuno e di astinenza da ogni contatto sociale.
Più che un inglobare gli altri nella propria vita, assimilando in se stessi ogni loro potenzialità e dimensione personale, la positività e l’utilità di una mutua relazione amicale sta assolutamente nella capacità di ciascuno di uscire da se stesso, da qualsiasi trincerata visione e difesa del proprio mondo individuale, ed andare verso gli spazi esistenziali delle altre persone. Lo stesso uscire dai propri confini, verso nuovi orizzonti culturali e relazionali, è anche il coraggio di quella comunità di persone che guarda positivamente al suo futuro, poiché ha già dentro se stessa un sereno e riconciliato modo di vivere il suo passato e il suo presente.
Non è certo nella frammentarietà della propria storia personale che le persone trovano la loro forza d’animo per affrontare le infinite sfide della vita; semmai, è grazie al loro certosino lavoro di riunificazione interiore di ogni personale esperienza di vita che le stesse persone imparano l’arte di affrontare le future sfide esistenziali, interiori o esteriori che siano, con maggiore positività.
Si iniziano così a tradurre in scelte e in fatti di vita le parole che più ci stanno a cuore, quelle che meglio di altre ci rimettono ogni volta in moto: sono le parole a prenderci per mano e a condurci incontro alla vita con nel profondo di noi stessi un coraggioso senso di armonia e di serenità interiore.
È sempre lo stesso dinamismo, Signore, che ci motiva nel nostro cammino incontro a te. Quello che viviamo nello spirito e che poi concretizziamo nell’operosità di ogni giorno ci costituisce una cosa sola attorno a te, tutti insieme secondo il valore impareggiabile dell’unità.
È da qui, Signore, dallo Spirito che ci fonde nella preziosità di una cosa sola che diventiamo poi tuoi compagni di vita e di strada, uniti dentro la tua amicizia, ancora uniti lungo la dispersione aggrovigliata delle strade del mondo.
E benché ciascuno si ritrova impegnato nel suo viaggio esistenziale, ti chiediamo, Signore, di essere Tu colui che ci rende un solo corpo, una sola Chiesa nel mondo, una sola esperienza di fraternità dentro la vastità dell’umanità, perché la forza centrifuga del tuo Spirito continui a inviarci missionari nel mondo, con la forza e con la delicatezza del tuo amore.