venerdì 30 gennaio 2015

Ma chi Te lo fa fare, Gesù?

30 gennaio
 
Anche nel buio della notte, anche nell’abisso delle paure e nel dubbio della fede, quando sogniamo di raggiungere la spiaggia di un’isola per isolarci dal mondo, per restare ancora più soli di come già lo siamo, lontani dalla vita delle altre persone, Gesù è lì, non semplicemente vicino, ma appassionato dentro di noi.

Giorno dopo giorno ci rendiamo conto che le nostre tenebre bramano luce; le profondità degli abissi interiori invocano la pienezza di una fiducia; il vuoto dentro, scavato dalle pale della superficialità e dell’incredulità, spera di essere colmato dalla concretezza di un amore senza fine. E in questa consapevolezza, di ciò che siamo e di ciò di cui abbiamo bisogno, Gesù si immerge con tutto se stesso.

Il Risorto è lì, alla porta della nostra non vita, del nostro non senso, della nostra fede vacillante. Lui si rende presente, ben saldo sui suoi piedi proprio lì dove sentiamo che siamo giunti al punto morto delle nostre dimensioni e, in silenzio, attende che lo coinvolgiamo nella nostra avventura. Consapevole di essere ciò che è altro da noi, Gesù si offre a noi come la luce dei nostri occhi, la fiducia che incoraggia le nostre capacità interiori, l’amore appassionato per i nostri passi di vita.

Anche se in noi è presente una montagna di paure oppure un abisso di dubbi, così come il desiderio di un isolamento o lo strapiombo delle mille inquietudini, quale stupore scoprirci abbracciati dalla compassione del suo amore. E più che fare attenzione alle nostre fragilità, Gesù è pronto ad intercettare i nostri aneliti di amore, il primo attimo della nostra fiducia in lui, per risollevarci a sé e restituirci alla bellezza delle nostre stesse vite.